sabato 16 giugno 2012

AGAMOTTO - DA INTERVIEW

Here we go! Our new release, Agamotto's debut cd is on sale now, so let's read what lives behind their immaginary and trips of sound! Uber thanx to Gon for making this interview possible (an english version will come very soon). Enjoy!!

AGAMOTTO

(illustration by Danilo Quo Vadis from Agamotto digipack cd interior art)


Partiamo dalle basi: come e quando nasce il progetto Agamotto? E chi sono gli Agamotto?

Singolare o plurale? Passato o presente? Casualità o libero arbitrio? Agamotto è il frutto di una serie di eventi che portano ad incontrarsi, discutere, progettare, suonare, registrare, trovare nuove domande nelle risposte.
Agamotto è una ricerca. Una supervisione da un punto ancora sfocato. Una supervisione senza interferenze. Osservare e riferire. Può essere considerato alla stregua umana di un Voyeur, di quelli che continuano a girare intorno, senza mai scendere dalla macchina.

Ci sono state influenze particolari che vi hanno spinto?

Il limite dettato dalla mortalità.

L'impressione che da l'ascolto del vostro primo lavoro è che si tratta di un lavoro molto personale, con suoni ancestrali che danno il via a viaggi interiori, è quello che volete trasmettere?

La nostra intenzione è quella di creare dei paesaggi sonori; o ancora meglio delle situazioni nelle quali immergersi e muoversi a piacimento, con annessi anche i rischi dell’inoltrarsi in un ambiente alieno in un viaggio che continua infinito. Un mondo che prende forma da uno sguardo all'altro. Mai rimane immobile, mai ti lascia il tempo di pensare. Il viaggio si, di fatto, nonostante i muscoli si muovono, è sempre interiore.

Mi ha colpito l'utilizzo, per il titolo delle canzoni, di nomi di persone e personaggi. Ci volete dire chi sono? E perchè danno voce agli Agamotto?

Le parole contengono un infinità di materia impalpabile che ci permette di plasmare i rapporti, le opinioni e le idee nostre ed altrui. Magari una parola per noi non significa nulla di particolare se non l’oggetto/creatura/azione a cui è associata, mentre in altre persone smuove fardelli emotivi che non immaginiamo nemmeno. Le parole sono subliminali. Non sono le stesse per tutti, ma sono sempre subliminali.

Cosa vedete, dall'occhio di Agamotto?

Un’inquadratura in primissimo piano di qui e adesso che si allarga sempre di più, sempre di più.

Ringraziandovi per il tempo dedicato, vi lascio spazio per le ultime considerazioni, e per {sapere dove trovare/ avere} informazioni su quando vi si potrà vedere live

Vorremmo ringraziare chi ha collaborato alla realizzazione del disco, ovvero libri, dischi, film, fumetti, quadri, persone, animali che in qualche modo sono entrati in contatto con noi nell’arco della nostra vita ed abbiamo avidamente assimilato per poter essere i noi di adesso. Agamotto rimane, a tutti gli effetti, una mutazione. Quello che cambia sarà sempre il punto di vista. Anche se l'occhio rimarrà indomito, il corpo e la mente saranno legati all'inconscio. Non l'occhio, solo esso è cosciente. L’abisso ci vede benissimo, siamo noi che ci giriamo intorno fingendo di non vederlo.


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